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In Umbria stato di agitazione nelle Comunità Montane

 
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cali1981
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MessaggioInviato: Mer Gen 17, 2007 4:19 pm    Oggetto: In Umbria stato di agitazione nelle Comunità Montane

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In Umbria stato di agitazione nelle Comunità Montane

Le segreterie regionali umbre di Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil proclamano lo stato di agitazione dei dipendenti delle nove Comunita' montane dell' Umbria accusando la Regione ''di totale disinteresse verso il lavoro'' di questi enti e ''per il futuro di tanti lavoratori''. Questo perche' - e' detto in un comunicato congiunto - la discussione sulla riforma endoregionale e delle Comunita' Montane ''ha assunto una grave ed inaccettabile accelerazione'' e ''nell' ultimo periodo e' stato adottato dalla Giunta un disegno di legge regionale incoerente con la discussione fin qui affrontata con le organizzazioni sindacali. Percio', Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil, giudicano tale comportamento, un atto grave e provocatorio sia nel metodo che nel merito''. ''Nel metodo - continua il comunicato - perche' si opera nella direzione contraria a quella discussa verbalmente dalle parti, senza che ci sia stata un'informazione preventiva alle organizzazioni sindacali. Nel merito, perche' si segue la strada indicata dalle associazione agricole di categoria, cioe' le nostre controparti. Ma e' nel complesso del nuovo testo approvato - sostengono i sindacati - che risulta evidente il totale disinteresse della Regione verso il lavoro delle Comunita' Montane e per il futuro di tanti lavoratori. Questa riforma - secondo i sindacati - non coglie quelli che erano gli indirizzi originali del risparmio e della riduzione del costo della politica: dopo ormai quasi un anno di discussione non siamo riusciti a capire da dove verranno tali risparmi, considerato che da questa manovra potrebbe derivare solo la perdita di parte dei finanziamenti statali. Inoltre l'art.7 ter, cosi' come scritto - continua il comunicato - toglie alle Comunita' Montane la possibilita' di espletare alcune attivita' che esse svolgono da sempre, oltre a mettere a rischio molti posti di lavoro.Le conseguenze di questo provvedimento potrebbero avere ripercussioni significative sul territorio in particolare nella forestazione e nella riqualificazione dei terreni a rischio ambientale. Tali funzioni di tutela e salvaguardia dello straordinario patrimonio paesaggistico e ambientale del nostro territorio - affermano i sindacati- devono restare di competenza pubblica, perche' esse sono di interesse pubblico. Percio' e' per noi inaccettabile la scelta che la Regione fa di consegnare alle imprese private un interesse pubblico, che non puo' certamente essere assoggettato alle regole del mercato e che, anzi, se verra' seguita questa strada, portera' sicuramente ad un deterioramento dell'attuale situazione, sia in termini ambientali sia in termini di rispetto dei diritti dei lavoratori. Per questi motivi – conclude il comunicato - le segreterie regionali proclamano da subito lo stato di agitazione
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MessaggioInviato: Mer Gen 31, 2007 11:57 am    Oggetto: riforma endoregionale

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Secondo me ci sono alcune osservazioni da fare, sarebbe facile ma ache realistico dire che le comunità montane spesso sono dei carrozoni che vivono di finanza derivata. Comunque assodato ciò la nuova riforma riduce solo formalmente le comunità montane (che saranno 5, 4 nella provincia di Perugia, e una in quella di Terni), di fatto non cambieranno l'organizzazione delle stesse se non escludendo pochi comuni (Spoleto, Assisi, Gubbio), ad esempio i consigli della comunità avranno esattamente la somma deigli attuali e le persone occupate saranno tutelate. Quello che bisognerebbe dire è che nelle comunità montane ci sono comuni che di montano non hanno nulla, basta pensare alla comunità montana del trasmeno. Inoltre molti comuni che sono membri delle comunità montane sono anche membri dell'unione dei comuni e qui siamo al limite della legalità, inquanto le comunità montane sono unioni di comuni per definizione e quindi un comune delega le funzioni aggregate a due diversi soggetti e questo anche il T.U.E.L. - D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 dichiara non essere possibile. Tale situazione si verifica per molti comuni:Montefalco, CastelRitardi, Bevagna,Giano,...
Un considerazione sul fatto che si escludo i comuni con più di 25.000 abitanti piuttosto che i comuni che non hanno teritorio montano (non collinare) , i comuni sono Assisi governato dal centro destra, Gubbio ove l'estrema sinsistra crea dissapori, Spoleto che ha problemi interni ai ds spoletini con perugini... certo a pensar male sembra fatta apposta per escludere quei comuni scomodi.
Un ultima osservazione sulla lettera che il consiglio della comunità montana di spoleto e monti martani manderà probabilmente alla Regione per opporsi ai loro stessi governanti risulta poco incisiva e priva di una posizione chiara forse hanno avuto paura a mettersi contro la loro zarina?

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